DIANAE · #FightCoffeeWaste

Una corsa in minibus.
Una vita diversa.

Sono Emanuele e questa è la storia dell’incontro da cui è nata DIANAE: un viaggio in Etiopia, un gesto semplice e una tazza di Bunno.

Questo è il racconto di ciò che abbiamo vissuto nel dicembre 2020, rivisto nella forma ma fedele agli avvenimenti. Le sensazioni raccontate sono personali. «Bunno» è il nome incontrato presso la comunità Hamer che ci ha ospitati; usi e nomi variano tra le comunità. Le osservazioni sullo spreco spiegano la motivazione iniziale del progetto, non sono una misurazione attuale.

Tutto cominciò nella valle dell’Omo

Illustrazione originale della tappa del viaggio

Era dicembre 2020. Io e la mia compagna viaggiavamo nel sud dell’Etiopia, nella valle dell’Omo, una regione conosciuta per le sue comunità e le sue tradizioni.

Quel giorno salimmo su un minibus diretto a Turmi, una piccola città lontana dai grandi centri. Eravamo partiti per conoscere da vicino le comunità e le tradizioni di quella regione.

Come spesso accadeva, scegliemmo gli ultimi posti. Dal finestrino guardavamo il paesaggio scorrere, senza immaginare che proprio quel viaggio ci avrebbe portati a un incontro decisivo.

Illustrazione originale della tappa del viaggio

A un certo punto il minibus si fermò, in mezzo al nulla. Salì un uomo con gli abiti e gli ornamenti della comunità Hamer, tradizionalmente legata alla pastorizia. Il bus ripartì verso Turmi.

Quando arrivò il momento di pagare, tutti i passeggeri versarono la propria quota. Tutti, tranne quell’uomo Hamer: non aveva denaro.

Ci fu una discussione. Alcuni passeggeri cominciarono a spazientirsi, ma era evidente che quell’uomo non poteva pagare. Mancavano circa 20 chilometri a Turmi. Decisi allora di pagare io il suo viaggio.

Il biglietto, l’invito, l’incontro

Quando pagai il suo biglietto, l’uomo fu così felice da commuoversi quasi fino alle lacrime. Voleva ringraziarmi, ma lui parlava soltanto la lingua della sua comunità e io soltanto inglese. Le parole non bastavano a farci capire.

Illustrazione originale della tappa del viaggio

Eppure, una volta arrivati a Turmi, Colle Schari — così si chiamava — invitò me e la mia compagna a casa sua. Pensai che un’occasione simile non mi sarebbe forse ricapitata. Accettammo.

Ci mettemmo in cammino con gli zaini. Prima avanzammo al tramonto, poi alla luce della luna. Intorno a noi non si vedevano luci artificiali. Dopo circa un’ora arrivammo al villaggio: ero molto stanco, eppure mi sentivo pieno di energia.

Colle Anna, la moglie di Schari, ci accolse con un caloroso «Paìia», che nella lingua locale significa «ciao» e «bello». Ci offrì del cibo. Giocammo un po’ con i bambini, incuriositi dalla nostra presenza. Poi andammo a dormire: noi nella tenda, la famiglia su una pelle di mucca distesa a terra, sotto il cielo aperto.

Illustrazione originale della tappa del viaggio

Il mattino seguente

Gli Hamer si svegliano con la luce del giorno. Al mattino, quando nell’aria fa sorprendentemente freddo, la famiglia si riunisce nella capanna vicino al fuoco. Colle Anna aveva preparato una bevanda calda chiamata «Bunno», fatta bollire in una pentola di terracotta.

Gli uomini e i ragazzi la bevono ogni mattina prima di percorrere chilometri con il bestiame.

Colle Anna servì il Bunno uno alla volta, in una bella zucca svuotata. Anche io e la mia compagna ricevemmo la nostra porzione. Assaggiammo.

Illustrazione originale della tappa del viaggio

Fu in quel momento che scoprii la cascara.

Nella comunità che ci ospitava, quella bevanda si chiamava Bunno.

All’inizio ne rimasi sorpreso. Gli Hamer chiamavano il caffè «Bunna» e la cascara «Bunno»: due parole così simili che mi aspettavo di assaggiare un caffè. Invece trovai aromi e profumi nuovi. Non mi sembrava né caffè né tè, ma qualcosa nel mezzo. E soprattutto ricordo un gusto che non scompariva subito: continuava a evolversi.

Nei giorni successivi la famiglia Hamer ci offrì il Bunno più volte. Ogni volta, dopo averlo bevuto, mi sembrava di sentirmi più sveglio e vivace. È una sensazione personale che ricordo ancora oggi.

La sensazione che ricordo

Un’energia che, per me, durava

Illustrazione originale della tappa del viaggio

Se viaggerai a Turmi e vorrai visitare Colle Schari e la sua famiglia, ho registrato su Wikiloc il percorso da Turmi alla loro casa. Lo trovi con il nome «From the village of Colle Schari to Turmi».

La nascita di DIANAE

Per caso abbiamo scoperto

che l’industria del caffè spreca un’enorme quantità di alimenti preziosi.

È la cascara, il FRUTTO del caffè.

Incredibilmente, gran parte non viene utilizzata nemmeno in Etiopia, in Africa.

Così è nata DIANAE

La cascara può essere consumata e valorizzata, diventando una fonte di reddito aggiuntivo per molti coltivatori di caffè.

ZERO SPRECO ALIMENTARE nell’industria del caffè.

Questo è il nostro obiettivo.

Per crescere, insieme.

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Wikiloc · From the village of Colle Schari to Turmi

#FightCoffeeWaste

Cascara sfusa, macinata e Lemon: preparazioni realizzate da DIANAE, con storie e caratteri diversi.

Una visione DIANAE: esplorare nuove occasioni di consumo per la cascara, in una grafica storica di progetto.
Una visione DIANAE: esplorare nuove occasioni di consumo per la cascara, in una grafica storica di progetto.
Una fotografia reale di Emanuele con le bottiglie di DIANAE Cascara Lemon.
Una fotografia reale di Emanuele con le bottiglie di DIANAE Cascara Lemon.